PIETRO BLOG

Il blog di Pietro

Horror neoborghese



Vorrei citare un articolo del corriere della sera, degno del peggior film del'orrore.

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/09_Settembre/09/




Le dimensioni contano



Eccomi qua, nel post del domenica, 22 aprile 07 avevo parlato di macchine fotografiche digitali, per approfondire tale argomento, in particolare sulla dimensione del sensore CCD ho trovato un interessante link. Eccovelo qua.

http://www.dpreview.com/learn/?/Glossary/Camera_System/sensor_sizes_01.htm




Chi l'ha vista?




Nel 2001 la Sanyo mette in commercio in Giappone una lavatrice capace di lavare la biancheria senza sapone, attraverso l'ossigeno liberato mediante l'elettrolisi dell'acqua.
In questo link si può leggere un'esauriente descrizione.

http://www.nipponico.com/dizionario/l/lavatrice.php

Le aziende produttrici di detersivi si sono ribellate all'uscita di tale prodotto, fino ad allora le minacce a tali aziende erano arrivate solo da concorrenti che producevano nello stesso settore dei detersivi, e mai da un'azienda di elettrodomestici.
In Italia ovviamente non è mai arrivata, ma questo è un altro discorso.
Adesso mi chiedo, che fine a fatto questa lavatrice? Dal 2001 non si hanno più notizie di lei, una qualsiasi informazione,  una foto, un filmato, una testimonianza, può servire per il suo ritrovamento. Grazie

Martellare






Molte volte nei film di ambientazione medievale si vede un fabbro martellare una lama su un’incudine. Questa era l’unica tecnica conosciuta nel medioevo per produrre l’acciaio, e non poteva essere prodotto in grosse quantità, al massimo quella necessaria per una spada.
Veniva utilizzata una tecnica chiamata a pacchetto , dove venivano uniti strati di ferro dolce e di ghisa, e a martellate venivano resi sottili così da far passare il carbonio dalla ghisa al ferro dolce, successivamente la lama veniva tagliata e sovrapposta,e nuovamente martellata. Questo processo veniva ripetuto molte volte, così da creare spade composte anche da cento strati.
Solo nel diciottesimo secolo fu inventato un processo per creare un acciaio con tenore di carbonio a piacere, prima si conoscevano solo processi per creare distintamente il ferro dolce e la ghisa.
Discorso a parte va fatto per l’acciaio di Damasco, che veniva prodotto attraverso un processo sconosciuto, un perfezionamento della tecnica indiana  per la produzione dell’acciaio Wootz.

Con l’acciaio di Damasco, estremamente resistente e flessibile, furono forgiate le spade che affrontarono i crociati europei: la qualità di quelle armi era tale che divennero mitiche in Europa, e nacquero voci sulle loro proprietà straordinarie: si diceva che una spada fatta di questo materiale potesse tagliare la roccia, e venire arrotolata attorno ad un uomo per poi tornare dritta come prima, e non perdesse mai il filo.
Con ogni probabilità, la tecnica del Wootz venne raffinata in modo da far assorbire il carbonio soprattutto ai bordi della spada, mantenendo la sua anima centrale relativamente dolce. In questo modo si otteneva una spada flessibile e che sopportava gli urti senza rompersi, ma al tempo stesso dalla lama molto dura che manteneva un filo tagliente per molto tempo. Le variazioni nel tenore di carbonio fra il filo e il centro della spada creavano in superficie un bel disegno ondulato, dal cui l'aggettivo “Damascato”.
La tecnica di indurire la parte esterna mantenendo relativamente dolce  e flessibile quella interna è utilizzata attualmente in molti organi meccanici, per esempio ruote dentate dei cambi di auto e moto, per renderli resistenti all’usura ma non fragili.


Gioco d'azzardo





Lotto, Gratta e vinci e ora pure il poker online. Così gli italiani sperperano 40 miliardi ogni anno.
Siamo terzi al mondo. Il Giappone, che è al secondo posto non lo rimarrà ancora per molto. La Gran Bretagna, per ora, è troppo avanti. Ma dateci tempo. E lo Stato divora: nel 2006 ha incassato 6,7 miliardi. Nel 2007 dovrebbe raggiungere gli 8.
In Inghilterra, dove sono grandi maestri, si vergognano un po’ di più e quei soldi li destinano a finanziare l’arte e la cultura. Qui in Italia non voglio sapere dove vanno a finire, per non vergognarmi.
Nel 2004, ogni italiano, neonato compreso, spendeva al lotto e scommesse varie 405 euro, circa 1050 euro a famiglia. Nel 2006 il conto della famiglia era salito a 1300 euro all’anno.
Lo confermano i sociologi, e anche i numeri: quelli che si buttano ai botteghini sono per la gran parte anziani (il 60 per cento), classe sociale medio bassa, il 57 per cento impiegati.
Questo è veramente qualcosa di schifoso, mi immagino un bambino di una famiglia povera che si lamenta che ha bisogno di libri per andare a scuola e di vestiti, e i genitori incoscienti che vanno a giocare al lotto o al videopoker il loro basso stipendio.
Per ogni persona che si arricchisce, mille si riducono alla fame e alla disperazione.
Il vizio del gioco rovina intere famiglie, più di quanto lo fa la droga, e lo Stato cosa fa? Aumenta le possibilità di gioco. La gente ha bisogno di soldi e si butta nel gioco, diventando sempre più povera.
Sto cercando il lato positivo del gioco d’azzardo, ma non lo trovo. Non trovo chi possa guadagnarci, ma ho capito chi ci perde, tutta la società.